Le agevolazioni previste dal Decreto Rilancio

È ormai trascorso oltre un anno da quando il Decreto Rilancio è diventato legge, portando con sé numerose novità per i privati e per le imprese. Alcune delle misure più importanti riguardano l’area tematica della ristrutturazione: fra di esse detrazioni fiscali, cessione del credito e sconto in fattura.

Le detrazioni fiscali

1.Il Superbonus del 110% è una delle agevolazioni previste dal Decreto Rilancio. Interessa le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 per interventi antisismici, di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e di isolamento termico. A questi lavori (definiti trainanti) possono esserne associati altri (definiti trainati):

  • di abbattimento delle barriere architettoniche;
  • di efficientamento energetico;
  • di posa di micro-cogeneratori;
  • di posa di schermature solari;
  • di installazione di strutture per la ricarica dei mezzi elettrici;
  • di installazione di impianti fotovoltaici.

La data di scadenza slitta al 31 dicembre 2022 per i lavori condominiali o eseguiti in parti comuni.

2. L’Ecobonus del 65% e 50% è una detrazione riconosciuta a chi effettua lavori per la riqualifica energetica di edifici già esistenti. Si tratta di una manovra introdotta con il DL 04/06/2013 n. 63, ma il Decreto Rilancio ha introdotto importanti novità, come la maxi detrazione del 110%.  Quest’ultima agevolazione fiscale, che sta rivoluzionando il settore dell’edilizia e quello impiantistico, si applica nel caso di interventi per:

  • l’isolamento termico di superfici opache;
  • l’installazione di materiali isolanti;
  • l’installazione di impianti centralizzati per la fornitura di acqua calda, il raffrescamento o il riscaldamento;
  • l’installazione di pompe di calore a condensazione o di impianti ibridi o geotermici abbinati a fotovoltaici;
  • l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo;
  • il miglioramento di un minimo di 2 classi energetiche.

La cessione del credito

I consumatori beneficiano delle agevolazioni che il Governo mette a disposizione tramite un credito di imposta. Esso consiste in uno sconto sulle tasse pagate annualmente al fisco: si tratta, quindi, di un meccanismo a lungo termine (in genere dai 5 ai 10 anni).

Scegliendo la formula della cessione del credito, però, è possibile trasmettere il diritto di richiedere la detrazione fiscale a terzi: banche, imprese o assicurazioni. In questo modo si ha il vantaggio di un risparmio istantaneo.

Sono in molti a scegliere questa soluzione, poiché favorisce l’immediato realizzo del credito.

Lo sconto in fattura

Lo sconto in fattura è un’altra alternativa alla detrazione fiscale, introdotta proprio dal Decreto Rilancio. È una modalità di rimborso che consente di ottenere uno sconto applicato subito sulla fattura dal fornitore: l’importo è pari a quello della detrazione IRPEF (che, invece, andrebbe spalmata su 5 o 10 anni).

È l’azienda che si occupa dei lavori, dunque, a farsi carico delle spese e, in un secondo momento, dell’onere del recupero del contributo statale. Questa procedura passa attraverso l’Agenzia delle Entrate, poiché bisogna comunicare la rinuncia al bonus fiscale, preferendo lo sconto in fattura.

Se stai pensando di installare un impianto fotovoltaico o un sistema di accumulo sfruttando le agevolazioni del Decreto Rilancio, hai di fronte una scelta complessa. Individuare la soluzione più appropriata è fondamentale per trarre il massimo vantaggio in termini di qualità e affidabilità.

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