Superbonus: tutte le incognite della Legge di Bilancio

Ad un anno circa dalla piena operatività del Superbonus, al netto di Legge di Bilancio 2021 e Decreto Semplificazioni, tiriamo le somme di un’operazione fiscale eccezionale quanto incerta.

Perché eccezionale e perché incerta è presto detto. Soltanto qualche anno fa, in Italia le detrazioni fiscali per interventi su edifici residenziali erano sinonimo di capienza Irpef e anni di recupero col contagocce. Mai nessun italiano avrebbe pensato di poter ristrutturare casa per decine di migliaia di euro a costo zero.

Tanto più, e qui subentra l’incertezza, potevamo aspettarci che il beneficio fiscale sarebbe stato introdotto a maggio 2020, modificato ad agosto, reso operativo ad ottobre, rivisto a fine dicembre, snellito a maggio dell’anno successivo, corretto cinque mesi dopo ed ora, appeso ad un filo.

Ad oggi, tutto è nelle mani del Governo e della Legge di Bilancio 2022.

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Se dovremo sentirci illusi e poi delusi, stiamo per scoprirlo. Quel che è certo, è che la regina delle agevolazioni fiscali non conosce ancora il proprio destino e con essa migliaia di contribuenti attendono le decisioni del Governo su due degli elementi principali: orizzonte temporale e platea dei beneficiari. Gli argomenti più scottanti sono infatti oggetto di discussione in Parlamento in questi giorni.

Superbonus: proroga e limiti

Le aspettative sulla proroga Superbonus sono state disattese dall’approvazione della bozza attuale della Legge di Bilancio, ora al vaglio.

Se fosse confermata la configurazione attuale della bozza, lo scenario sarebbe il seguente:

  • condomini agevolati al 110% fino al 31/12/2023;
  • edifici unifamiliari e funzionalmente indipendenti agevolati al 110% fino al 31/12/2022, ma solo se proprietà di persone fisiche con ISEE inferiore a 25.000 euro.

A seguire, sarebbe previsto un décalage progressivo, che vede sopravvivere solo i condomini con il 70 per cento nel 2024 e il 60 per cento nel 2025.

L’evidente discriminazione, di cui sono oggetto le villette, comporterebbe un’esclusione importante: zone rurali, piccoli comuni e aree residenziali costruite dagli anni ’70 in poi. Tutte queste case perderebbero il treno della riqualificazione energetica, in quanto scartate.

Superbonus: SAL allunga il beneficio

Nel caos generato dall’incertezza, uno spiraglio di ottimismo arriva da un’interrogazione parlamentare al MEF.

Rispondendo ad un quesito riguardante il caso di un contribuente che giunge alla scadenza del beneficio con una percentuale di lavori eseguiti superiore al 30%, il sottosegretario di Stato per l’Economia e Finanze offre lumi di speranza dalla circolare AdE 8/8/2020 e dall’art. 121 del DL 34/2020.

Le fonti riportano che la detrazione si applica agli interventi eseguiti durante il periodo di vigenza dell’agevolazione, indipendentemente dalla data di avvio e di conclusione e che l’opzione sconto in fattura/cessione del credito può essere esercitata anche se riferita a spese sostenute nel 2022.

Il diritto al godimento dell’incentivo fiscale proseguirebbe quindi, purché gli interventi vengano ultimati, consentendo un epilogo positivo a molte pratiche avviate ma non concluse. Se questa possibilità verrà confermata, è un’altra delle incognite.

Superbonus: le proposte

Cosa succederà, lo scopriremo nelle prossime settimane e a partire da oggi cittadini, professionisti, fornitori e costruttori, saremo tutti col fiato sospeso.

Per il momento, tra le proposte avanzate troviamo:

  • l’eliminazione dei limiti di reddito ISEE per gli edifici unifamiliari;
  • i requisiti per mantenere il beneficio oltre la scadenza in caso di lavori iniziati;
  • la possibilità di pagare gli interventi in anticipo, anche se non totalmente eseguiti;
  • la conferma del prolungamento delle opzioni sconto in fattura e cessione del credito, che vede l’impresa come cessionaria ed anticipa il costo dei lavori.

Superbonus: problematiche oltre la normativa

A prescindere dal dettaglio platea dei beneficiari e da quanto verrà deciso, occorre essere consapevoli che sussistono altre variabili di rilievo a generare il clima di insicurezza.

Imprenditori e aziende si confrontano tutti i giorni con la carenza di materiali, per cui a nulla serve provvedere scorte quando il fornitore non garantisce di poter soddisfare gli ordini. La spasmodica ricerca di tecnici esperti ha un solo lato positivo: ridurre la disoccupazione. I cantieri, spesso svolti in due tempi per smaltire un po’ di lavori, in attesa del completamento dopo le consegne, richiedono di conseguenza più tempo e questo si ripercuote sulle pianificazioni future.

Se fosse confermata la versione attuale della bozza della Legge di Bilancio, quanto inciderebbero la penuria di materiali e la poca disponibilità di manodopera specializzata sulle tempistiche di attuabilità dell’incentivo? basterebbero pochi mesi a concludere i progetti in corso?

Difficile dirlo. Per le nuove pratiche è ovvio che la situazione si complica.

Il 70 per cento degli edifici residenziali italiani necessità di riqualificazione, essendo stato realizzato oltre 40 anni fa, ovvero senza rispettare le norme per la sicurezza antisismica. Alla fine della fiera, quanto di quel patrimonio sarebbe stato recuperato? Senza dubbio, non abbastanza: lo dicono i numeri.

Superbonus: report e ripartizione del beneficio

Se la preoccupazione del Governo è per i fondi a disposizione, ci sta dentro tutta. Tuttavia, i numeri disponibili non forniscono ancora dati sufficienti a mostrare il quadro reale della situazione.  L’iter di lavorazione per le pratiche degli edifici unifamiliari, infatti, può essere più veloce rispetto all’organizzazione richiesta da un intervento su condominio.

Escludendo la timida partenza del 2020, nel 2021 gli investimenti effettuati tramite il Superbonus 110% sono stati di circa 9 mld di euro, per circa 60mila interventi ammessi a detrazione.

La maggioranza delle richieste riguardano edifici unifamiliari e immobili indipendenti, cioè oltre l’85 per cento delle domande ammesse. Ogni intervento prevede una spesa che oscilla dai 70 ai 200 mila euro, mediamente 168mila euro ciascuno. Per il momento, sul podio per numero di interventi effettuati, vediamo la regione Lombardia che ne conta oltre 8mila.

Villette vs Condomini

Una prima considerazione doverosa riguarda proprio questa regione. La Lombardia risulta essere quella con il maggior numero di persone residenti per edificio ad uso abitativo: 221.891 fabbricati che ospitano una media di 13.58 persone ciascuno. La sola città di Milano conta circa 42.980 edifici ed una media di residenti pari a 28.56 persone a fabbricato. La maggioranza delle costruzioni residenziali milanesi sono infatti, condomini.

Incrociando i dati, è chiaro che l’85% degli interventi su villette e il primato della regione lombarda in ambito Superbonus, non identificano un privilegio squilibrato, ma solo e semplicemente un dato che necessita di interpretazione.

Il primo intervallo temporale di vigenza del Superbonus non ha privilegiato le unifamiliari a sfavore dei condomini.

Fonte: http://dati-censimentopopolazione.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DICA_EDIFICIRES

Condomini, principali responsabili dell’inquinamento urbano?

Nel 2021 in Italia si contano 14,5 mln di fabbricati. Di questi, 12.187.698 sono edifici residenziali, dove vive una media di 4,83 persone per unità. Il 10% degli edifici residenziali sono condomini e ospitano quasi il 60% degli italiani.

Il capitale immobiliare italiano è quasi in perfetto equilibrio: 60% condomini, 40% immobili funzionalmente indipendenti. Alcune province, ad esempio quella di Verona, ribaltano il dato: condomini 45%, il resto case perlopiù singole.

Altro mito appena sfatato: gli italiani occupano sia condomini sia villette, senza particolare sbilanciamento.

La quantità di emissioni CO2 di cui sono responsabili i condomini non è di molto superiore a quanto si può attribuire alle case singole, le quali spesso necessitano di maggiore quantità di combustibile per alimentare il riscaldamento nei mesi freddi, rispetto a quanto richiede un appartamento.

La comunità energetica italiana chiede una crescita uniforme

La sicurezza, l’efficienza energetica e l’inquinamento urbano sono aspetti che interessano tutta l’architettura esistente del nostro paese: edifici residenziali, fabbricati commerciali, strutture pubbliche. Una città sostenibile non è composta solo da condomini ed è per la collettività che si deve continuare a cambiare ed investire nelle soluzioni che possono favorire il cambiamento.

Gli incentivi fiscali possono rappresentazione la soluzione per completare la riqualificazione energetica in maniera uniforme e progressiva a beneficio di tutti i contribuenti.

Una riqualificazione energetica a metà non ha senso se vogliamo davvero “essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo” (cit. M. Ghandi).

Con questa riflessione, noi di Valore Solare, attendiamo fiduciosi la Legge di Bilancio e le decisioni che forniranno risposta a tutte le incognite del Superbonus.

Nel frattempo, proseguiamo determinati questa corsa contro il tempo.

 

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