Piano Transizione 4.0: incentivi fiscali per 91.000 imprese

Le proiezioni del PNRR preannunciano opportunità di sviluppo importanti per almeno 91mila aziende italiane grazie agli incentivi fiscali per imprese offerti dal Piano Transizione 4.0. Le risorse del Recovery Found, integrate dal Fondo complementare, alimenteranno crediti d’imposta per oltre 18 mld di euro.

Le sfere applicative del Piano Transizione 4.0

L’innovazione digitale è il filo conduttore che unisce le sfere applicative di un piano fiscale che si prospetta rigenerante:

  • Ricerca e Digitalizzazione;
  • Formazione
  • Beni strumentali
  • Green e sostenibilità

I sistemi produttivi sono sempre stati il fulcro della trasformazione economica in tutto il mondo, tuttavia per la quarta rivoluzione industriale il motto è “sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica”. Il Piano Transizione 4.0 rappresenta l’asset economico migliore per affermare questi principi e rafforzare il sistema produttivo, vediamo perché.

Piano Transizione 4.0: le novità

Quale metamorfosi del Piano Industria 4.0, l’incentivo presenta differenze migliorative:

  • Estesa la platea delle imprese potenzialmente beneficiarie – non più solo imprese in attivo; con il sistema dei crediti fiscali proporzionali all’entità dell’investimento e compensabili con altri debiti fiscali e contributivi;
  • Allungato l’intervallo di fruizione al biennio 2021/2022 – più tempo per pianificare e realizzare investimenti;
  • Ampliato l’elenco degli investimenti immateriali agevolabili – più scelta di acquisto
  • Elevate le percentuali di credito – fino al 50% per alcune tipologie di beni;
  • Aumentato l’ammontare massimo di investimenti incentivati – più margine di spesa.

Ipotesi concreta di investimento Beni Materiali 4.0

 

Concretamente, ipotizziamo che tu sia il titolare di una fabbrica che realizza mobili su misura.

Quest’anno vorresti velocizzare il lavoro di assemblaggio, ma per farlo dovresti dotare il tuo capannone di una troncatrice nuova. Nel settore del massello, gli scarti prodotti dai rifili della multilame o dalla segatronchi sono tanti e rappresentano un problema: normalmente devono essere accatastati, trasportati e immagazzinati.

Il nuovo macchinario è velocissimo e sezionerebbe a misura prestabilita gli scarti, scaricandoli automaticamente su contenitori o inviandoli ai macinatori, il tutto comandato a distanza da un sistema computerizzato che sfrutta i benefici della domotica.

Contemporaneamente, i dati di produzione verrebbero inviati via wi-fi ai terminali del magazzino che gestisce il comparto logistico, per fare posto ai prodotti appena realizzati, ma anche all’ufficio acquisti materie prime per programmare ed inviare al fornitore nuovi ordini di legname. L’analisi dei dati consentirebbe di ottimizzare tutto il processo.

Questo acquisto sarebbe classificabile tra i beni materiali 4.0, direttamente connessi alla trasformazione digitale dei processi produttivi (vedi Allegati A Legge n.232 del 2016). Per questa tipologia di beni (materiali 4.0) nell’anno 2021 la percentuale è del 50% del costo fino a 2,5 milioni di euro, per scendere al 40% nel 2022. Siamo quasi a metà anno, pianificare ora è saggio.

L’interconnessione e i vantaggi della trasformazione digitale.

Il bene in questione ha un requisito principe: l’interconnessione.

In parole semplici, l’interconnessione è lo scambio di informazioni via web tra una macchina ed altri sistemi interni o esterni all’azienda, basato su protocolli di comunicazione standard. Questa si chiama trasformazione digitale.

Proprio così, un progetto “Beni 4.0” può riservarti vantaggi in termini di velocità produttiva, efficienza, accuratezza statistica, risparmio energetico e dinamicità gestionale e tutto ciò si tradurrà in sviluppo e crescita.

Cumulabilità del Piano Transizione 4.0 con altri incentivi fiscali

Sai come investiranno le imprese queste risorse? Ecco le stime:

26.900

  • beni materiali

41.500

  • beni immateriali, prevalentemente software

20.600

  • investimenti in ricerca, innovazione e design

2.000

  • attività di formazione legate alla transizione digitale 4.0

 

Altra cosa importante: le agevolazioni Piano Transizione 4.0 sono cumulabili con altri finanziamenti come quelli regionali, nazionali o europei. In generale si avrebbe più competitività, e minore tempo di rientro per gli investimenti effettuati.

Leggi anche Nuova Sabatini per digitalizzazione e sostenibilità.

Utilizzare al meglio questo incentivo fiscale diventa quindi essenziale per affermare il nostro Paese tra i pilastri dell’economia internazionale.

Per le piccole e medie imprese affidarsi al cambiamento in corso può significare cambiare radicalmente il proprio sistema di gestione ed automatizzarsi, ma l’incertezza del quadro macroeconomico post-pandemico verrebbe compensata tramite un sostegno equivalente ad una svolta: fabbriche intelligenti che operano in modo eco-compatibile.

Dopo ciò, ti sei convinto che conviene investire in digitalizzazione e sostenibilità? Le tecnologie digitali forniscono un quadro preciso dell’impronta ecologica di un’azienda: non solo quanto produce, ma anche e soprattutto quanto consuma e quanto inquina. L’impatto ambientale pregiudicherà sempre di più l’immagine che un’impresa darà di sé spianando la strada agli imprenditori che vi presteranno attenzione e ostacolando sistemi produttivi basati su modelli di business ormai obsoleti.

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