Comunità Energetiche in Italia: a che punto siamo?

Sono passati un paio di mesi da quel 23 febbraio 2024, giorno in cui le Comunità Energetiche in Italia hanno ottenuto un Decreto definitivo.

In questo periodo post Decreto, molti comuni, enti pubblici, aziende e privati si stanno muovendo per costituire una comunità energetica ma, nello, specifico, a che punto siamo?

Legambiente ha dedicato un rapporto 2024 proprio alle CER, evidenziandone normativa, numeri e criticità.

Comunità Energetiche Rinnovabili: normativa in vigore

Innanzitutto, è fondamentale conoscere, per le Comunità Energetiche Rinnovabili, la normativa e la sua evoluzione.

I primi accenni di comunità energetica fanno la comparsa nel 2018, nella Direttiva Europea n.2001 del 11/12/2018, altresì detta RED II.

Ma, servirà aspettare fino al 2020 prima che ARERA dia delle disposizioni, grazie alla sua Delibera.

Questa funge da regolazione delle partite economiche relative all’energia elettrica condivisa da un gruppo di autoconsumatori di energia rinnovabile, che agiscono collettivamente in edifici e condomini oppure condivisa in una comunità di energia rinnovabile.

Qui, si faranno strada anche delle disposizioni di MITE e GSE, fino a che, nel 2021 viene presentato il Decreto Legislativo Europeo per la disposizione delle comunità energetiche rinnovabili.

Così, dopo l’approvazione dei membri dell’Unione Europea, Italia compresa, si arriva al 2024, in cui si definisce che i fondi del PNRR vadano a sostegno anche nella creazione di comunità energetiche rinnovabili.

Comunità energetiche rinnovabili: la storia della normativa

Adesso, la normativa prevede quindi degli incentivi per chi decide di costituire una CER, soprattutto prevede un contributo del 40% a fondo perduto per i piccoli Comuni, cioè quelli con meno di 5000 abitanti.

Comunità energetiche: contributo a fondo perduto per i piccoli Comuni

Comunità Energetiche Rinnovabili: in Italia

Quindi, come si è visto, il processo è stato lungo ma finalmente le Comunità Energetiche Rinnovabili, in Italia, sono incentivate e promosse anche dai governi.

Ad oggi, secondo alcune statistiche del GSE, sono 154 le comunità energetiche, i gruppi di autoconsumo e altre forme di energia condivisa nel Belpaese.

Sempre secondo il rapporto di Legambiente, i dati GSE evidenziano che a fine 2022 vi erano 67 configurazioni in esercizio.

Di queste:

  • 25 sono di potenza tra 0 e 10 kW
  • 24 sono di potenza tra 10 e 20 kW
  • 12 sono di potenza tra 20 e 50 kW
  • 6 sono di potenza tra 50 e 100 kW

Si tratta comunque di numeri importanti, che sono destinati ad aumentare ora che vi sono incentivi importanti e nuove opportunità.

Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia: e il futuro?

Il contributo in conto capitale, secondo i numeri che il MASE ha inviato alla Commissione Europea, finanzierà circa 85mila progetti di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili in Italia.

I player coinvolti in questo processo stanno già lavorando su numerosi progetti ed è utile notare come vi siano anche iniziative da parte degli stessi Comuni, per creare comunità energetiche tra aziende, cittadini ed enti pubblici.

Il futuro, quindi, fa ben sperare per le rinnovabili e per un nuovo modo di concepire l’energia.

Comunità Energetiche: gli incentivi per le aziende

Le comunità energetiche presentano incentivi anche per le aziende che decidono di partecipare alla condivisione dell’energia.

Primo fra tutti, possono godere di una tariffa incentivante per l’energia prodotta dagli impianti che fanno parte di una CER.

Inoltre, come detto in precedenza, se un’azienda si trova in un comune con meno di 5000 abitanti, è possibile ottenere il 40% in contributo a fondo perduto.

Quindi, è conveniente far parte di una Comunità Energetica Rinnovabile anche se si è proprietari di azienda.

E quale miglior modo se non installando un impianto fotovoltaico sulla copertura del tetto?

Un impianto fotovoltaico si adatta perfettamente a una CER essendo di facile installazione ed efficiente.

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