Un’alternativa alla detrazione fiscale del Superbonus e degli altri incentivi è lo sconto in fattura: questa modalità per poter usufruire delle agevolazioni è contenuta nel Decreto Rilancio, che declina più ampiamente ciò che era stato stabilito nella Legge Bilancio 2020. Quest’ultima, infatti, consente di detrarre (dall’IRPEF o dall’IRES per le società e le imprese) tutte o parte delle spese destinate a interventi per aumentare l’efficienza energetica di un edificio.

Cos’è lo sconto in fattura?

Lo sconto in fattura è una modalità di rimborso: quando viene scelta, è possibile avere uno sconto applicato già sulla fattura del fornitore, senza spalmare il rimborso su 5 o 10 anni. L’azienda che esegue i lavori anticipa al cliente la somma detraibile dalle imposte.

Lo sconto in fattura dà la possibilità ai soggetti di trasferire alle imprese l’onere del recupero del contributo statale, che viene riconosciuto al committente come sconto fiscale. Lo sconto in fattura è immediato e sarà poi la società impegnata nei lavori a recuperare la somma sotto forma di credito di imposta.

Lo sconto in fattura dà diritto a uno sconto immediato sul costo degli interventi, somma che corrisponde alla percentuale della detrazione che verrebbe applicata in dichiarazione altrimenti. La procedura passa tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate: con una comunicazione, infatti, si dichiara la rinuncia al bonus fiscale scegliendo l’opzione dello sconto in fattura. Sulla fattura emessa a fronte degli interventi effettuati, le imprese indicano la dicitura del riferimento di legge.

Per poter usufruire dello sconto in fattura il contribuente deve richiedere il visto di conformità che attesti la sussistenza dei presupposti che confermano il diritto al credito. Questo visto può essere rilasciato da professionisti come consulenti del lavoro e commercialisti e soggetti abilitati dall’Agenzia delle Entrate.

Sconto in fattura: un esempio

Se decidi di sfruttare le agevolazioni del Superbonus 110% e di effettuare lavori in casa per un totale di, per esempio, €30.000 (a cui corrisponde una detrazione di €33.000), puoi optare per lo sconto in fattura. L’impresa non ti chiederà di versare denaro e maturerà un credito di imposta pari a €33.000. Nel caso del Superbonus lo sconto in fattura può al massimo pareggiare i costi totali: è l’impresa cessionaria ad avere diritto al credito del 110% sull’importo, mentre il credito per chi richiede i lavori è del 100%.

Se, invece, esegui interventi che danno diritto a una detrazione del 50% e ristrutturi l’appartamento spendendo €5.000, l’impresa può applicarti uno sconto in fattura di €2.500 e ti chiederà di pagare la somma restante di €2.500. La società maturerà un credito di imposta pari allo sconto applicato, cioè €2.500.

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