Vuoi sapere cosa sono le comunità energetiche? Una comunità energetica è un insieme di persone che hanno deciso di condividere l’energia pulita e rinnovabile per combattere lo spreco e garantire un prezzo concorrenziale per questo bene fondamentale. Si tratta, insomma, di un modello innovativo per produrre, distribuire e consumare energia che proviene da fonti rinnovabili. Le comunità energetiche promuovono l’autoconsumo collettivo.

Come funzionano le comunità energetiche?

Per far parte di una comunità energetica, sia che si abiti in un condominio, in una casa singola o in una abbinata, bisogna avere un impianto fotovoltaico con accumulo. Le CER sono un’ottima opportunità per tutelare l’ambiente e per abbracciare il risparmio energetico: vengono create fonti di energia rinnovabile da condividere tramite aggregazioni socio-economiche. Possono iscriversi alle comunità energetiche non solo persone fisiche, ma anche aziende di piccole e medie dimensioni e amministrazioni comunali.

L’obiettivo principale delle comunità energetiche rinnovabili è l’autoconsumo collettivo. In che modo? Condividendo la produzione, l’accumulo e l’utilizzo di energie che arrivano da fonti rinnovabili.

Per dar vita a una comunità energetica in un quartiere bisogna seguire un iter burocratico molto preciso, i cui step pratici principali sono:

  1. Acquistare e installare un impianto di autoproduzione di energia con potenza complessiva inferiore a 200 kW (per esempio il fotovoltaico);
  2. Effettuare il collegamento alla rete elettrica di casa.

Comunità energetiche: la normativa

Il Decreto Milleproroghe ha dato il via libera alla formazione delle comunità energetiche in Italia: anche nel nostro Paese, dunque, è possibile per cittadini, imprese commerciali e associazioni installare impianti per produrre energia da fonti rinnovabili e consumarla sul posto.

Nello Stivale siamo ancora in fase sperimentale, mentre la Danimarca e la Germania sono gli esempi più importanti da seguire in Europa. Anche da noi, tuttavia, si sono intuite le potenzialità delle CER, e l’obiettivo delle loro creazioni è fornire vantaggi ambientali, sociali ed economici, e aprire a tutti i partecipanti (anche a chi non ne è unico proprietario in prima persona) l’accesso a impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Inoltre, la Direttiva Europea RED II attribuisce una dignità giuridica alle comunità energetiche e definisce i diritti di ciascun partecipante. Essi possono:

  • Scegliere il proprio fornitore di energia elettrica;
  • Nominare un delegato per la gestione dei flussi con il GSE.

Comunità energetiche in Italia: lo scenario

The European House Ambrosetti ha condotto uno studio per analizzare l’impatto che una diffusione capillare delle comunità energetiche in Italia potrebbe avere. Lo scenario prevede (con il 5% del mezzo milione di CER potenziali – dati stimati dal Politecnico di Milano) una riduzione di 3,6 milioni di tonnellate di CO2 e un risparmio economico di €2 miliardi annui.

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