Piano Transizione 5.0: Decreto attuativo in arrivo

È pronta la prima bozza del Decreto attuativo per il Piano di Transizione 5.0 dedicato all’innovazione digitale e verde delle aziende.

Sono ben 4,3 miliardi i fondi messi a disposizione per la digitalizzazione e la decarbonizzazione delle aziende, fino al 2025.

Si tratta di un Decreto che mira a promuovere la sostenibilità ambientale e i processi smart in tutte le aziende, dato che potranno usufruirne anche le imprese energivore.

Per queste ultime, non devono essere strettamente collegate alla produzione di combustibili fossili, sebbene vi siano alcune eccezioni.

Ma quali sono le caratteristiche di questo Piano di Transizione 5.0?

Piano di Transizione 5.0: requisiti, tempistiche e spese ammissibili

Prima di tutto, è bene sapere che questa è solo la prima bozza del Decreto attuativo per il Piano Transizione 5.0, ma i requisiti sembrano comunque essere chiari.

Infatti, i criteri chiave per accedere al credito d’imposta sono:

  • Gli interventi devono ridurre di almeno il 3% dei consumi energetici della struttura
  • Sui processi, la riduzione deve arrivare almeno al 5%

Sono ammessi:

  • Investimenti per autoconsumo energetico (non biomasse)
  • Investimenti per lo stoccaggio
  • Investimenti per l’attività di formazione per decarbonizzazione e digitalizzazione

Il limite massimo della spesa che potrà essere oggetto dell’incentivo, per beneficiario, è di 50 milioni di euro. La misura presenta diversi scaglioni di rimborso:

  • Fino a 35% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • Fino a 15% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • Fino a 5% per investimenti superiori a 10 milioni (e fino a un massimo di 50)

Le agevolazioni sono disponibili per lavori cominciati a partire dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025.

Fotovoltaico: limiti di spesa nel Piano di Transizione 5.0

Per quanto riguarda l’installazione di un impianto fotovoltaico, occorrerà rispettare dei limiti di spesa, che prendono in considerazione la taglia dell’impianto:

  • 170 euro/kW per impianti sotto i 20 kW
  • 940 euro/kW per impianti da 20 a 200 kW
  • 820 euro/kW per impianti da 0,2 a 0,6 MW
  • 780 euro/kW per impianti da 0,6 a 1 MW

L’ articolo 7 della bozza del Decreto attuativo definisce, inoltre, che la connessione in rete  dell’impianto fotovoltaico debba avvenire entro un anno dall’inizio dei lavori.

Anche per quanto riguarda i sistemi di accumulo, sono state disposte delle agevolazioni.

Infatti, le spese per l’acquisto e l’installazione sono incentivate fino a un massimo di 900 euro/kWh.

Fotovoltaico e aziende: risparmio e sostenibilità ambientale

Il fotovoltaico, per le aziende, rappresenta un’opportunità per il risparmio e per la sostenibilità ambientale.

Il Piano Transizione 5.0 vuol mettere in luce proprio i vantaggi delle energie rinnovabili e della digitalizzazione.

Gli edifici, soprattutto quelli industriali, sono una delle maggiori fonti di inquinamento, oltre al fatto che è necessario efficientare energicamente le imprese proprio per risparmiare.

Inoltre, con l’avvento delle Comunità energetiche rinnovabili, anche le aziende possono sfruttare i tetti delle proprie coperture per condividere l’energia con la comunità, fornendo un valido alleato contro la povertà energetica.

Grazie al Piano di Transizione 5.0 installare un impianto fotovoltaico non è mai stato così conveniente.

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